I CONTI NON TORNANO NELLE TASCHE DEI LAVORATORI DELL’ARTIGIANATO LOMBARDO SOSPESI DAL LAVORO PER COVID
Milani 18 giugno 2020. Il Fondo, che paga la cassa integrazione alle lavoratrici ed ai lavoratori dipendenti da aziende artigiane, si è mosso. E si è mosso tempestivamente, con la collaborazione dell’ente bilaterale lombardo, anticipando tutti i soldi che aveva messo da parte negli anni (250 milioni) e utilizzando i 60 milioni ricevuti dal Ministero. Ha pagato così l’ammortizzatore sociale per febbraio e per un pezzo del mese di marzo, ma sono centinaia di migliaia i lavoratori sospesi che da mesi non ricevono un centesimo.
E i dati della Lombardia sono allarmanti: sono stati utilizzati 54 milioni, 45 dei quali per pagare la cassa integrazione per Covid (gli altri sono stati distribuiti per l’assegno ordinario o di solidarietà, per procedure iniziate ancora prima che il virus esplodesse). Ma sono ancora in attesa 40 mila lavoratori per il mese di marzo e 134.135 lavoratori per il mese di aprile. E serviranno, per la sola Lombardia, ancora più di 200 milioni.
E dove sta il problema? Un bello stock di soldi è stato messo a disposizione dall’ultimo decreto (765 milioni), e altri ne dovranno essere aggiunti. A fronte della rendicontazione dei soldi spesi, i Ministri del Lavoro e dell’Economia hanno firmato, le carte sono passate alla Corte dei Conti. È successo giorni fa. E da allora tutto tace.
“Il Coordinamento lombardo della UIL Artigianato – sottolinea il coordinatore regionale Claudio Mor – che riunisce i delegati di bacino e gli operatori sindacali per la sicurezza, ha registrato la preoccupazione che serpeggia fra le lavoratrici ed i lavoratori, si fa interprete del loro disagio e si ripromette, se la situazione non si sblocca entro la settimana, di mettere in atto iniziative anche eclatanti perché sia ben chiaro a tutti dove stanno i ritardi e le responsabilità”.
Dopo aver sottoscritto accordi con le aziende artigiane, dopo aver affiancato i consulenti del lavoro nell’introduzione delle domande, dopo aver informato e assistito i lavoratori, i quadri sindacali della UIL Artigianato sono pronti a questa mobilitazione.
Nel frattempo occupandosi di prestazioni ordinarie della bilateralità artigiana lombarda, di sanità integrativa, di opportunità formative (anche per i lavoratori sospesi) e, soprattutto, della sicurezza in ogni contesto di lavoro.