Non strumentalizzare le sentenze del TAR

Fondo solidarietà

Claudio Mor “SERVE UNA LEGGE PER CHIARIRE”

La richiesta di Fsba, il Fondo di solidarietà degli artigiani

 Milano 31 maggio 2020 –  Ancora una volta il TAR, chiamato in causa da aziende non in regola, interviene in una materia comunque complessa. Nella sentenza del 25 maggio, il Tribunale amministrativo del Lazio non fa altro che ribadire un concetto già noto agli inizi di aprile: fate iscrivere al sistema digitale di Fsba, il Fondo di solidarietà bilaterale degli artigiani, anche quei datori di lavoro che appunto non risultano in regola. Un concetto semplice che però i giornali stravolgono in modo malizioso: grazie al Tar, scrivono, tutto viene condonato, nessuna regolarizzazione per il passato.

 

<<È giunto il momento, a tutti i livelli, – sottolinea Claudio Mor responsabile artigianato UIL Milano Lombardia –  di fare chiarezza. E la deve fare in particolare la politica, con una norma di legge che risolva definitivamente questa vicenda per evitare che tutto si complichi inutilmente in una fase delicata per la ripresa economica del Paese. Mi preme sottolineare, sin d’ora, come siano imprecise le affermazioni apparse sui giornali sul tema dell’accesso alle prestazioni Fsba Covid-19>>.

Secondo quanto scritto, la sentenza del Tar del Lazio avrebbe ordinato a Fsba di consentire ai datori di lavoro artigiani di presentare domanda, per accedere a quelle prestazioni emergenziali, prescindendo dalla cosiddetta. “iscrizione” al Fondo.

<<Ribadiamo il punto – continua Mor – : a Fsba non ci si iscrive, ma si è vincolati a esso per norma di legge (d.lgs. 148/2015). Non esiste un’opzione di iscrizione/non iscrizione, o peggio ancora una libertà di non iscrizione. La norma di legge obbliga tutti i datori di lavoro artigiani, inquadrati previdenzialmente come tali, a versare la contribuzione dello 0.60. A ciò si aggiunga che Fsba, già dal 1° aprile 2020, consente a i datori di lavoro artigiani, non in regola con la contribuzione obbligatoria per legge, di presentare istanza per l’accesso alle prestazioni Covid-19. L’iscrizione a Fsba insomma è una mera modalità digitale di accesso alla piattaforma che permette di presentare le istanze>>.

 

Fsba, considerando l’attuale momento che vive l’economia del nostro Paese, ha adottato soluzioni volte a conciliare il proprio assetto regolamentare con la necessità di consentire anche ai lavoratori di datori di lavoro non in regola di accedere alle prestazioni Covid-19. Ciò avviene perché il Decreto Legge 18/20 non deroga in alcun modo l’assetto di Fsba sull’equilibrio di bilancio, sulle prestazioni e sulla regolarità contributiva. I datori di lavoro artigiani, non ancora in regola, saranno tenuti a regolarizzare la propria posizione versando i contributi dovuti, in 36 rate, a decorrere dal 1° gennaio 2021.

Ad oggi, il Fondo ha erogato la “cassa integrazione” ad oltre 500.000 lavoratori per 313 milioni di euro utilizzando tutte le risorse disponibili accantonate negli anni precedenti, pari a 253 milioni di euro, e i 60 milioni messi a disposizione dal Ministero ai sensi del decreto “Cura Italia” del 17 marzo 2020.

Il Fondo a fronte della immediata messa a disposizione delle risorse previste dal decreto “Rilancio” del 19 maggio 2020 è oggi pronto all’erogazione delle prestazioni a tutti lavoratori per un totale di 670 milioni.

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